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SALENTOMARATHON 2006
di Piero Cantisani
I poderosi bastioni delle mura di Otranto, tanto carichi di storia e di gloria, non avevano mai assistito ad un evento così particolare come quello
verificatosi il 4 agosto nello specchio d’acqua antistante la Lega Navale: 23 variopinte canoe (che chiameremo più propriamente kayak)
pronte alla partenza della seconda edizione di “SalentoMarathon”, cioè il periplo del Salento in kayak.
Nato da un sogno invernale a lungo accarezzato, realizzato grazie alla tenacia di un gruppo di appassionati di kayak da mare (il CKCS di S.Caterina e
la Sez. Canoa della Lega Navale di Gallipoli), SalentoMarathon 2006 è giunto alla seconda edizione, diventando adulto e proponendosi l’intero
giro delle nostre coste solo a forza di pagaia (e di braccia).
Si tratta di una manifestazione non agonistica che si propone di promuovere la conoscenza delle nostre bellissime coste attraverso l’attività
sportivo-turistica del kayak da mare che costituisce, come è facile intuire, un mezzo assolutamente ecologico e completamente integrabile con
l’ambiente marino.
Alla manifestazione possono partecipare tutti gli appassionati di canoa-kayak da mare, senza eccezione di età, sesso o capacità atletiche, anche se
richiede naturalmente una discreta conoscenza del mezzo ed una certa attitudine a pagaiare per diverse ore.
A differenza dello scorso anno, allorché l’evento si svolse in soli tre giorni e prese il via da S.Maria di Leuca per terminare a
S.Caterina di Nardò, quest’anno il percorso ha abbracciato l’intero periplo del Salento, snodandosi lungo i due stupendi mari della nostra penisola,
attraverso quattro tappe e cinque giorni di navigazione.
Quando si è trattato di scegliere il punto di partenza, la scelta è caduta sulla località marina forse più famosa e più bella del Salento, cioè su
Otranto, città così ricca di storia e di fascino che le deriva anche dalla sua inimitabile posizione di città protesa verso Oriente. La scelta
di far partire SalentoMarathon 2006 da Otranto è stata ripagata dalla grande sensibilità e dalla squisita ospitalità dimostrate dalla locale sezione
della Lega Navale che ha subito aderito alle richieste degli organizzatori mettendo a disposizione locali per il ricovero dei kayak.
Il programma completo della manifestazione prevedeva le seguenti tappe:
4 agosto: partenza dalla Lega Navale di Otranto ed arrivo a Castro nel tardo pomeriggio (circa 15 miglia);
5 agosto: Castro Marina- S.Maria di Leuca (circa 15 miglia);
6 agosto: S.Maria di Leuca- Ugento Torre S.Giovanni (circa 15 miglia);
7 agosto: Torre S.Giovanni – Gallipoli Baia verde (circa 13 miglia));
8 agosto: Gallipoli Baia verde – S.Caterina di Nardò (circa 10 miglia).
I preparativi sono cominciati nel pomeriggio del giorno 3 agosto allorquando tutti i partecipanti, molti dei quali provenienti da varie parti d’Italia
(Ivrea, Pesaro, Palermo,Roma, ecc.) sono affluiti nel porto di Otranto, dove sono stati accolti con grande cordialità e cortesia dai dirigenti
della Sezione della Lega Navale che ha messo a disposizione i suoi locali per il rimessaggio provvisorio dei kayak e ha anche prestato ospitalità ad
alcuni canoisti “fuori-sede”.
La mattina del 4 agosto il momento emozionante della partenza, scortati da un gommone-appoggio fornito da “Mondi Sommersi” di Enzo Basurto e da alcune
imbarcazioni locali.
Superato rapidamente e non senza ulteriore emozione il capo Faci e non dimenticando di far notare ai numerosi ospiti non salentini che si doppiava il
punto più a oriente d’Italia, dopo circa 3 ore di navigazione purtroppo il mare cominciava ad ingrossarsi notevolmente per un teso e fastidioso vento di
scirocco che costringeva il gruppo dei kayakers a trovare rifugio a Porto Badisco, dove rimaneva a pernottare persistendo il mare grosso.
Si programmava pertanto di recuperare il tempo perduto il giorno successivo 5 agosto, ponendo come meta non più Castro ma Leuca. Anche la giornata del 5,
però, sebbene cominciata sotto migliori auspici, si rivelava successivamente di nuovo sfavorevole sotto il profilo meteorologico, con mare mosso e vari
temporali, che coglievano i nostri sia a Marina di Andrano che a Novaglie; la giornata si conclude intorno alle ore 18 con l’ingresso nel porto di S.Maria di
Leuca sotto un violento temporale e con forti raffiche di vento che rendevano avventuroso e difficoltoso l’arrivo.
Questa tappa si dimostrava perciò la più lunga (circa 22 miglia) e la più impegnativa di tutte, anche a causa della scarsezza di approdi e accosti durante
la navigazione.
Nei giorni successivi, fortunatamente, il tempo si rimetteva al bello e si potevano compiere tranquillamente le tappe previste da Leuca ad Ugento e da
Ugento a Gallipoli, dove si è potuto contare su analoga ospitalità delle locali sedi della Lega Navale.
Molto suggestivo si è rivelato il “soggiorno” a Torre S.Giovanni, in quanto la sede della Lega Navale è situata nel faro.
La manifestazione si è conclusa, come previsto, l’8 agosto col festoso arrivo a S.Caterina di Nardò di quasi tutti i partecipanti (abbiamo contato solo
tre ritirati), accolti con grande cordialità dal Circolo Nautico “La Vela”, dopo aver percorso complessivamente quasi 67 miglia.
Un’esperienza indimenticabile per tutti che ci auguriamo di ripetere!!
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LA MIA SALENTOMARATHON 2006: RIFLESSIONI DI UN PRESIDENTE
di Marco Cecchini
Il 4 agosto 2006, ha preso il via da Otranto la seconda edizione di SalentoMarathon, il giro del tacco d’Italia, da Otranto a S. Caterina di Nardò, in
kayak da mare. Dopo una prima edizione timorosa e un po’ in sordina, che l’anno scorso, in tre tappe, ha portato i partecipanti da S.Maria di Leuca a
S.Caterina, quest’anno gli intrepidi pagaiatori hanno affrontato il periglioso Adriatico esposto a tutti i venti, quasi sempre in tempesta, con le sue
scogliere splendide, ma per lunghi tratti inaccessibili: gioie e dolori del kayaker che si trova ad attraversare bellezze naturali mozzafiato, ma a non
avere vie di fuga per eventuali approdi di fortuna.
Lo sforzo degli organizzatori del Canoa Kayak Club Salento di S.Caterina (Nardò), coadiuvato dalla sezione kayak della Lega Navale Italiana di Gallipoli
e con il contributo di Viaggi in Salento, Salento Copiatori, e Eurosalento viaggi, è stato comunque ripagato dal successo della manifestazione e dagli
apprezzamenti positivi di tutti i partecipanti sopraggiunti veramente da tutt’Italia: Stefano da Palermo, Vittorio da Ivrea, Massimo e Maurizio da Salerno,
Sante da Viterbo, Claudio e Davide da Milano, Roberto da Pesaro, Valeria da Roma, Mimmo e Floriano da Polignano, oltre ai salentini, primi fra tutti i
ragazzi del Prof. Preite (Ilaria, Paolo, Luca, Fabio Antonio, Mattia e Antonio) e poi tutti gli altri, per un totale di oltre trenta partecipanti.
La SalentoMarathon si è svolta in cinque tappe, della lunghezza media di circa 15 miglia, con il supporto logistico, per le attività della partenza e per il
ricovero notturno, offerto dalle sezioni della Lega Navale di Otranto, nella persona del prof. Morelli, di Leuca e di Torre S.Giovanni, mentre la sicurezza
e il rifornimento acqua e viveri, è stata garantita dal gommone appoggio guidato da Quintino Basurto di Mondi Sommersi.
Gli scopi della manifestazione, non agonistica, ma atleticamente impegnativa, (sono stati percorsi in mare in cinque giorni oltre 70 miglia) sono stati
molteplici:
- Promuovere l’uso del kayak da mare da svolgersi in totale sicurezza e nel rispetto dell’ambiente marino e costiero;
- Stimolare ad un’attività fisica all’aria aperta, non stressante, praticabile praticamente a tutte le età;
- Valorizzare le splendide coste del Salento, stimolando un turismo non invasivo che insegni ad osservare senza disturbare, a passare senza
modificare, a vivere lasciando vivere.
Ci dispiace se in tutto questo abbiamo dato fastidio a qualcuno, abbiamo approfittato della disponibilità di qualche amico, se non siamo riusciti a farci
apprezzare per quel che volevamo, se siamo stati troppo discreti e molti non si sono accorti della nostra presenza, comunque continueremo ad esserci.
LA CRONACA
4 agosto 2006 - 1° giornata: Otranto – Castro
Le fasi della partenza sono sempre frenetiche, ognuno organizza nei minimi particolari le sue cose, paraspruzzi, pagaia di riserva, giubbino, viveri,
ricambi, tenda… avrò preso tutto, dove ho messo il sacco a pelo; le previsione del tempo non sono ottimali, fino all’ultimo momento dubitavamo di poter
partire, ma il porto di Otranto, riparato dai venti del quadrante meridionale, dà sensazioni di calma e stimola l’ottimismo. L’avvio avviene senza grossi
frastuoni, i più smaniosi già “sgommano” con le loro pagaie all’imboccatura del porto che gli ultimi, i più meticolosi, stanno prendendo l’acqua. Ci si
compatta tutti all’ingresso del porto e si parte, scortati dal gommone appoggio e dalla barca del Prof. Beppe Morelli della Lega Navale di Otranto. Il
mare non desta particolari preoccupazioni, del resto tutti i partecipanti si dimostrano esperti, attrezzati (come da regolamento) e tecnicamente preparati,
ma il vento da Sud, che increspa il mare con onde fino a oltre 50 cm, ostacola non poco il procedere del gruppo, che comunque raggiunge per la prevista
pausa pranzo Porto Badisco. I bagnanti, che popolano la spiaggia situata in fondo alla baia, famosa oltre che per le bellezze naturali e del mare,
soprattutto per la “Grotta dei Cervi “ che in essa è ubicata, ci osservano con un a certa indifferenza, e alcuni con fastidio, per essere arrivati a
disturbare il loro agognato bagnetto; solo alcuni si avvicinano incuriositi per farci domande, mentre i ragazzi del noleggio canoe ci ospitano nel loro
angolo, al fresco di due piccoli pini.
Molti partecipanti sono stanchi per la tappa contro vento e, nel frattempo che ci si riposa e rifocilla, il mare si alza di brutto rendendo impossibile
ripartire; la tappa viene chiusa a P. Badisco. La notte in tenda con un forte temporale è la degna chiusura della giornata.
5 agosto 2006 – 2° giornata (previsto Castro – S.Maria di Leuca) P.Badisco - S.Maria di Leuca
Il mattino, come spesso accade, il mare si presenta ottimale, dall’alto della scogliera il paesaggio è incantevole, le previsioni però, non sono delle
migliori, si prevedono perturbazioni. La colazione autogestita, con il caffè di Enrico, ci ridona vitalità e buon umore. Prendiamo il mare con la speranza
che le cose vadano meglio del giorno precedente e di poter arrivare almeno a Porto Tricase. Si procede abbastanza bene, un leggero vento di poppa ci fa
mantenere una media superiore al previsto, decidiamo di raggiungere per la pausa pranzo Marina di Andrano. Attracchiamo, ci rifocilliamo e subito viene
giù un violento acquazzone che ci costringe a riparare nel vicino bar. Niente di male. Finito di piovere si riparte con il tempo ancora incerto e il cielo
nuvoloso e senza grosse difficoltà si arriva a Novaglie dove il piccolo ma grazioso porto ci accoglie mentre dal cielo si scatena il secondo acquazzone.
Niente di irreparabile. I partecipanti sono abbastanza stanchi, le miglia percorse sono già 16, il tempo è ancora incerto, dopo un breefing veloce, con
qualche disaccordo, si decide comunque di fare l’ultimo sforzo fino a Leuca; la logistica sarebbe stata sicuramente migliore nei locali della Lega Navale.
Si riparte. Tutto procede bene fino all’ultimo miglio, grossi nuvoloni neri cominciano ad apparire dietro le alte scogliere del capo di Leuca, dal kayak
non abbiamo una grossa visuale e le vediamo all’ultimo momento, procediamo con cauto ottimismo. Vicino all’ingresso del porto, dove inizia la barriera di
massi, e si comincia a scorgere il lato di ponente, il cielo è oramai un unico colore grigio scuro con tonalità giallognole che sanno di terra sollevata,
e si comincia a sentire un discreto vento fresco, foriero di acqua, quando, agitati su un gommone della Capitaneria di porto due marinai ci gridano contro:
“presto rientrate, una tromba d’aria!” ; non passano che alcuni minuti che, all’improvviso, il vento si fa bufera contraria al senso di marcia, un
acquazzone violento impedisce di tenere gli occhi aperti, le campane suonano a martello, c’è una specie di “si salvi chi può”, mentre gli organizzatori e i
più freddi indirizzano i pagaiatori agli approdi più vicini, il gommone recupera gli ultimi, ben presto tutti raggiungono incolumi la terra ferma e
la giornata finisce con una bella bagnata. Niente di male. Le docce calde della Lega Navale ci riconciliano con il mondo.
6 agosto 2006 - 3° giornata S.Maria di Leuca – Torre S.Giovanni
Il mattino ci accoglie col sole che asciuga le cose e scalda gli animi; qualcuno, per vicissitudini personali abbandona il gruppo, qualche altro si
aggiunge, si parte con buone speranze.
Tutto procede secondo i piani, tempo sempre bello, mare quasi calmo, arrivo a Torre S.Giovanni come previsto. La Lega Navale ci mette a disposizione i
locali della torre del faro e lo spazio antistante, docce e riparo per la notte.
7 agosto 2006 – 4° giornata Torre S.Giovanni – Baia Verde Gallipoli
La tappa è agevole, neanche tanto lunga, il mare è buono, si procede tra chiacchiere, risate e bagni.
Solita tappa pranzo, questa volta a Marina di Mancaversa ed arrivo in serata alla Baia Verde, presso lo stabilimento Elios dove il gestore ci organizza
un rinfrancante barbecue.
8 agosto 2006 – 5° giornata Baia Verde – S.Caterina
E’ la tappa più facile, corta, nelle acque di casa; siamo finalmente, veramente tranquilli. È la giornata del relax, sveglia con pasticciotti, portati
dai ragazzi della Lega di Gallipoli, partenza tranquilla, bagno al riparo dello scoglio antistante la spiaggia della Purità, giro (di “padella”) di
Gallipoli vecchia, colazione sulla banchina della Lega e via per S.Caterina.
Arrivo verso le tre del pomeriggio, accolti dagli applausi di amici, famigliari e forse qualche sparuto estimatore, ristoro presso i locali del Circolo
Nautico “La Vela” con ottimi spaghetti, vino e anguria offerti dalla generosità del Presidente Tollemeto, gelato del nostro Bar di riferimento “Gelateria
Sebastian” e saluti con medaglia ricordo donata dall’assessore allo sport del Comune di Nardò, Carlo Falangone e pubblicazioni donate dalla Provincia di
Lecce.
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